reported for the article in full musicologist Carlo Vitali on the plight of musical culture in Italia, così come è stato pubblicato sul numero di giugno della rivista «MUSICA»
Il decreto Bondi? Da rottamare
Si può citare l’art. 9 della Costituzione, parlare di valori culturali indisponibili, di patrimonio in pericolo. Cose sacrosante, ma nel clima di psicosi sui costi e i deficit della lirica, creato ad arte da una comunicazione asservita, crediamo occorra rovesciare il tavolo per sventare una manovra che anzitutto è politica, meglio: di regime. Se accountability dev’essere, si consideri il caso delle società di calcio professionistiche (si badi bene: quotate in Borsa). Stime pubblicate alla chiusura del campionato 2009 denunciavano per i club di serie A una perdita aggregata di almeno 300 milioni di euro. Senza contare i costi pesantissimi per l’ordine pubblico, rimasti a carico dello Stato. La Consob ha nulla da dichiarare? Il ministro delle Finanze proporrà rivalse, commissariamenti di squadre, decreti-legge per un riordino del settore? Oppure l’influenza A, rivelatasi fra le più blande degli ultimi decenni: 400 milioni pagati all’azienda farmaceutica Novartis per un vaccino inutile che sta scadendo nei magazzini.
Di contro: il Fondo unico per lo spettacolo dal vivo ammonterà nel 2010 a circa 415 milioni, di cui alle Fondazioni lirico-sinfoniche toccherà il 47,5% del totale: un po’ meno di 200 milioni. Di circa 200 milioni è anche lo stock di debito accumulato in dodici anni da tutte le suddette Fondazioni. Con questi ordini di grandezza, c’era proprio bisogno di una decretazione d’urgenza che viola i principi della legislazione vigente (l’ormai decotta legge Veltroni), l’autonomia negoziale delle parti sociali, le competenze del Parlamento?
Sì, perché la chiave di tutta la manovra – che al momento in cui scriviamo è ancora in alto mare – is underestimated in the art. Decree 4 of Bondi, where it states: "The Minister for Heritage and Cultural activities [...] restate the criteria for the disbursement of the contributions of live performance and the procedures for clearance and anticipation." He wants to federalize the state, has already regionalized (ill) health, but theater, cinema, opera, music, circus and everything else will depend on one man to command the statesman-poet of Fivizzano, with a sum of powers comparable only to that of Comrade Zhdanov. At the service, and in whose interests is not difficult to understand. There is no viable alternative to the destruction of this Decree, after which you will quickly launch a comprehensive law reform, more than ever necessary.
Carlo Vitali
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